Artrite reumatoide, come riconoscere questa patologia
La diagnosi precoce e un trattamento adeguato sono fondamentali per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
L’artrite reumatoide (AR) è una malattia autoimmune cronica che colpisce principalmente le articolazioni, causando infiammazione e danni. Nella AR, il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti sani delle articolazioni, in particolare le membrane sinoviali che rivestono le articolazioni stesse. Questo porta a gonfiore, dolore, rigidità e, nel tempo, danni alle articolazioni, che possono compromettere la funzionalità.
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Le articolazioni più colpite
Le articolazioni più comunemente colpite sono quelle delle mani, dei polsi, dei gomiti, delle ginocchia e delle caviglie. L’artrite reumatoide può anche influenzare altri organi, come cuore, polmoni e occhi, in alcuni casi. Cerchiamo di capire come riconoscere questa patologia.
I sintomi
I sintomi principali includono: dolore e gonfiore alle articolazioni; rigidità articolare, soprattutto al mattino; stanchezza; perdita di appetito e febbre bassa; eventuali deformazioni delle articolazioni in stadi avanzati.
Le cause
La causa esatta dell’artrite reumatoide non è completamente compresa, ma si ritiene che una combinazione di fattori genetici e ambientali (come infezioni virali o batteriche) possa scatenare la malattia.
Non esiste una cura definitiva per l’artrite reumatoide, ma i trattamenti disponibili, come farmaci antinfiammatori, immunosoppressori e terapie fisiche, possono aiutare a gestire i sintomi e prevenire danni articolari permanenti.
L’incidenza
Come si legge sul sito internet dell’ospedale Niguarda di Milano, i dati dicono che per oltre 4 pazienti su 10, la malattia rappresenta nel tempo uno stop agli hobby, ai viaggi, con un brusco impatto sulle attività quotidiane. In Italia ci sono 400.000 pazienti, donne in 8 casi su 10, con un picco soprattutto nella fascia d’età tra i 40 e i 60 anni. È fondamentale riconoscere l’artrite reumatoide in tempo per avviare subito le cure.
Il dolore e la rigidità sono presenti soprattutto di notte e al risveglio, il quadro clinico migliora nel corso della giornata.
Un test “fai da te” per riconoscere l’artrite reumatoide
Non esiste un test diagnostico tuttavia qualche suggerimento può essere dato. L’artrite reumatoide colpisce inizialmente quasi sempre le mani. Se allora vi accorgete che la “presa” non è la solita, oppure avete dolori e vi sentite rigidi, provate a fare questo test e ripeterlo a distanza di 20 giorni. Uno: appoggiate le mani sul tavolo e osservate se le articolazioni sono gonfie. Due: svitate il tappo di un barattolo: non ce la fate, soprattutto al mattino appena svegli? Tre: stringete la mano a un familiare, come per salutarlo. Il dolore alle dita è così intenso da farvi mollare la presa?
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L’importanza della diagnosi precoce
Come detto, l’artrite reumatoide, è una malattia sistemica che può coinvolgere molti organi, provocando anche un aumentato rischio di problemi cardiovascolari. Il quadro infiammatorio, che è causa della sintomatologia dolorosa articolare, ha un ruolo importante anche in alcune patologie cardiache, come l’infarto. Per questo è fondamentale arrivare ad una diagnosi precoce ed iniziare subito le cure. Oggi ci sono farmaci che sono in grado di bloccare questo meccanismo.
Gli esami ai quali sottoporsi
In caso di dubbio bisogna rivolgersi a un centro di reumatologia. Esami di laboratorio e strumentali sono utili ma molto spesso non sono diagnostici. Quindi affidarsi solo a questi risultati per sapere o meno se si è affetti da artrite reumatoide è un errore.
Gli studi hanno dimostrato che l’ecografia articolare è un esame importante sia nella fase diagnostica che per monitorare l’andamento della malattia. Gli apparecchi moderni sono ancora più precisi e riescono a vedere anche le più piccole zone di malattia che non si notano con la radiografia. L’ecografia è in grado di rilevare segni subclinici utili per valutare lo stato reale di attività.
Le cure per l’artrite reumatoide
I farmaci biologici sono sicuramente molto efficaci. Prima di ricorrere a queste terapie bisogna comunque utilizzare i farmaci di fondo tradizionali (DMARDs). Una significativa quota di pazienti risponde bene a queste terapie e non c’è quindi bisogno dei farmaci biologici.
Il consiglio per i pazienti è di rivolgersi solo a centri reumatologici specializzati (si trovano sul sito di ANMAR – Associazione Italiana Malati Reumatici) e di non fare di testa propria con i farmaci, ma di parlarne con lo specialista, se qualcosa non convince.
La diagnosi precoce e un trattamento adeguato sono fondamentali per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
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