Studentessa muore dopo aver mangiato un panino per shock anafilattico: come intervenire e le misure di prevenzione
In caso di sospetto di shock anafilattico, è fondamentale chiamare immediatamente i servizi di emergenza e somministrare adrenalina se disponibile.
Una studentessa americana di 21 anni è morta mercoledì pomeriggio a Roma in seguito a una reazione allergica dopo aver mangiato un panino in un ristorante. La notizia viene riportata da TGCOM24. La giovane, si trovava in zona Pigneto davanti a un centro per studenti che frequentano corsi Erasmus, con alcune amiche quando, subito dopo aver ingerito il panino, si è sentita male e si è accasciata a terra in shock anafilattico.

Inutili i tentativi di salvare la giovane
Subito dopo il malore alcune amiche l’hanno soccorsa e le hanno somministrato una dose di Bentelan: la ragazza si è però sentita male di nuovo. Il personale del 118, una volta sul posto, ha tentato le manovra di rianimazione, durate circa mezz’ora, ma inutilmente.
I sanitari non sono riusciti a strappare la giovane alla morte.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al titolare dell’esercizio commerciale che le aveva venduto il panino, la ragazza, forse perché non parlava italiano, non avrebbe reso nota alcuna allergia.
Cos’è lo shock anafilattico
Lo shock anafilattico è una reazione allergica grave e potenzialmente letale che può verificarsi in seguito all’esposizione a un allergene. Questa condizione è una forma estrema di anafilassi, una reazione allergica sistematica che coinvolge più di un sistema corporeo.
Caratteristiche dello shock anafilattico
Rapida insorgenza: le reazioni anafilattiche possono manifestarsi entro pochi minuti dall’esposizione all’allergene.
Sintomi multi-sistemici: includono difficoltà respiratorie, gonfiore della gola o della lingua, prurito, orticaria, nausea, vomito, diarrea, calo della pressione sanguigna e svenimento.
Gravità: lo shock anafilattico è caratterizzato da un calo significativo della pressione sanguigna, che può portare a insufficienza cardiaca e renale se non trattato immediatamente.
Le sostanze più comuni che determinano lo shock anafilattico
Alimenti: tra i più comuni ci sono noci, arachidi, frutti di mare (come crostacei e pesce), latte, uova, grano e alcuni frutti.
Punture di insetti: il veleno di api, vespe e calabroni è una causa frequente.
Farmaci: antibiotici come penicillina e cefalosporine, antinfiammatori non steroidei (FANS), e alcuni farmaci biologici.
Mezzi di contrasto iodati: utilizzati in esami diagnostici per immagini, possono causare reazioni anafilattoidi.
Lattice: si trova in guanti di gomma e preservativi.
Altri: sostanze come l’aspirina, oppioidi e anticorpi monoclonali possono anche scatenare reazioni anafilattoidi simili all’anafilassi.
In alcuni casi, la causa rimane sconosciuta e si parla di anafilassi idiopatica.
Trattamento
Il trattamento dello shock anafilattico richiede l’uso immediato di epinefrina (adrenalina) tramite un autoiniettore come l’EpiPen. È fondamentale chiamare i servizi di emergenza e trasportare la persona in ospedale, nel più breve tempo possibile, per ulteriori cure.
Ecco i passaggi fondamentali per trattare uno shock anafilattico.
Chiamata dei servizi di emergenza
Chiamare immediatamente i servizi di emergenza (ad esempio, il 112 in Italia) per richiedere assistenza medica urgente.
Somministrazione di epinefrina
Auto-iniettori di epinefrina: utilizzare un auto-iniettore come l’EpiPen o il Jext. Seguire le istruzioni del dispositivo per l’iniezione intramuscolare nella coscia.
Dosaggio: seguire le indicazioni del produttore per il dosaggio corretto.
Posizione della persona
Posizione supina: se la persona è cosciente, farla sdraiare sulla schiena con le gambe sollevate per aumentare l’afflusso di sangue al cervello.
Posizione laterale di sicurezza: se la persona perde conoscenza, metterla in posizione laterale di sicurezza per prevenire l’ostruzione delle vie aeree.
Ulteriori interventi
Ossigeno: se disponibile, fornire ossigeno supplementare.
Monitoraggio dei segni vitali: controllare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna se possibile.
Trasporto in ospedale
Trasportare la persona in ospedale il più rapidamente possibile per ulteriori cure mediche.
Cure aggiuntive in ospedale
In ospedale, potrebbero essere somministrati:
Antistaminici per ridurre il prurito e l’orticaria.
Corticosteroidi per prevenire reazioni tardive.
Fluidi endovenosi per stabilizzare la pressione sanguigna.
Ossigeno e supporto respiratorio se necessario.
Precauzioni
Non somministrare farmaci orali senza il consiglio di un medico.
Non dare nulla da bere o mangiare fino a quando non si è certi che la persona possa deglutire senza rischi.
Il trattamento tempestivo è cruciale per prevenire complicazioni gravi e garantire il recupero della persona.
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Prevenzione
Per le persone con allergie note, è importante evitare l’esposizione agli allergeni e portare sempre con sé un autoiniettore di epinefrina. Inoltre, è consigliabile indossare un braccialetto medico che indichi le allergie gravi. Ecco alcuni consigli utili.
Evitare gli allergeni
Alimenti: evitare l’assunzione di alimenti che contengono allergeni noti, come noci, latte, pesce, crostacei, uova e alcuni frutti.
Punture di insetti: indossare pantaloni e camicie a maniche lunghe, evitare colori brillanti e non camminare a piedi nudi nell’erba.
Farmaci e sostanze: evitare l’uso di farmaci come alcuni antibiotici e FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) se noti allergeni.
Immunoterapia
Per le allergie al veleno di insetti, l’immunoterapia desensibilizzante può ridurre il rischio di shock anafilattico.
Portare con sé un autoiniettore di adrenalina
Le persone con allergie gravi dovrebbero sempre portare con sé un autoiniettore di adrenalina e assicurarsi che le persone vicine sappiano come usarlo.
Informazione e preparazione
Indossare un braccialetto di allerta medica che indichi le allergie.
Preparare un piano di emergenza e informare familiari, amici e luoghi frequentati delle allergie.
Controllare regolarmente la data di scadenza dell’autoiniettore di adrenalina.
Consapevolezza e riconoscimento dei sintomi
Riconoscere rapidamente i sintomi di anafilassi, come pallore, sudorazione fredda, polso debole e rapido, respirazione difficoltosa, confusione e perdita di coscienza.