Giornata mondiale dell’Autismo: incidenza della malattia in Italia e come riconoscerla
Il colore che caratterizza questa giornata è il blu, scelto per rappresentare l'autismo e simboleggiare solidarietà e consapevolezza.
Si celebra oggi, 2 aprile, la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare la popolazione sui disturbi dello spettro autistico e promuovere l’inclusione delle persone autistiche e delle loro famiglie.
Il colore che caratterizza questa giornata è il blu, scelto per rappresentare l’autismo e simboleggiare solidarietà e consapevolezza.
Monumenti e luoghi simbolo in tutto il mondo vengono illuminati di blu. Le scuole e le associazioni organizzano attività di sensibilizzazione.
Perché il blu è il colore dell’autismo
Il blu è stato scelto come colore simbolico per la Giornata Mondiale dell’Autismo per diverse ragioni.
Sicurezza e conoscenza: il blu evoca un senso di sicurezza e bisogno di conoscenza, riflettendo le esigenze delle persone autistiche e delle loro famiglie. Questi due concetti sono fondamentali per garantire un ambiente protetto e comprensivo per le persone con autismo.
Percezione culturale: il blu è spesso associato a fiducia, stabilità e competenza, ed è considerato il colore preferito dall’umanità in generale. Questo lo rende un simbolo universale per promuovere consapevolezza e comprensione.
Policromia e diversità: anche se il blu è un singolo colore, può essere visto come una metafora della policromia, simboleggiando la diversità e la complessità dell’autismo. Questa condizione si manifesta in modi molto diversi, richiedendo livelli di assistenza personalizzati.
Solidarietà e visibilità: il blu è utilizzato per manifestare solidarietà e identificare le iniziative dedicate all’autismo, rendendo visibili le persone autistiche e le loro famiglie.
Incidenza della malattia in Italia
Le stime di prevalenza dell’autismo in Italia variano leggermente a seconda delle fonti e degli studi. Tuttavia, i dati più recenti indicano che circa 1 bambino su 70 o 1 su 75 presenta un disturbo dello spettro autistico. Altre fonti riportano una prevalenza di 1 bambino su 77. Queste stime riflettono un aumento delle diagnosi rispetto al passato, dovuto in parte a una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione del problema.
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Prevalenza per fasce d’età
Bambini di 7-9 anni: una stima del 2018 indica una prevalenza del 1,35%.
Popolazione 0-17 anni: in alcune regioni come il Piemonte, la prevalenza è stata stimata intorno allo 0,8%
Fattori che influenzano le stime
Maggiore sensibilizzazione: le diagnosi sono aumentate grazie a una maggiore consapevolezza del disturbo.
Destigmatizzazione: un approccio più aperto e comprensivo ha portato a diagnosi più precoci e accurate.
Fattori genetici e ambientali: sono considerati tra le cause principali dell’autismo.
Come riconoscere l’autismo
I 10 campanelli d’allarme per riconoscere un disturbo dello spettro autistico nei bambini, come indicati dalla Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza), sono i seguenti:
Non rispondono al proprio nome dopo i 12 mesi di vita.
Non si voltano verso gli oggetti quando un’altra persona li indica.
Evitano il contatto con gli occhi e vogliono stare da soli.
Hanno problemi a relazionarsi con gli altri o non presentano alcun interesse verso le altre persone.
Non amano essere abbracciati o coccolati o lo accettano solo quando è una loro iniziativa.
Appaiono assenti quando le altre persone parlano loro, ma reagiscono ad altri suoni.
Presentano un linguaggio immaturo e più in generale un ritardo nelle competenze linguistiche.
Ripetono le parole o le frasi che sentono invece di usare il linguaggio adeguato all’età e comunicativo.
Spesso compiono azioni ripetitive come battere le mani, dondolarsi o girare su se stessi.
Hanno reazioni inusuali a odori, sapori, suoni o a come le cose si presentano al tatto